Questo è il wine blog di Stefano Il Nero, un contenitore indipendente, indisponente ed insufficiente di impressioni sul vino
ed il suo mondo.
Al centro il gusto, la tradizione, il territorio.

martedì 4 gennaio 2011

L' AMARONE CLASSICO DOC 2005 LUIGI RIGHETTI MI SUGGERISCE UN PAIO DI COSINE PER IL CONSORZIO VALPOLICELLA......


Capita che fra amici, in questi giorni di festa, per onorare tavola e far felice il sottoscritto, si sia dato aria ad una bottiglia del pregiato veronese ed è così che mi si è parato davanti “Amarone Classico DOC 2005” della Luigi Righetti Azienda Vinicola di Marano di Valpolicella (Verona) che ringrazio per avermi suggerito, in punta al bicchiere, questa riflessione che incentiva la mia anteprima all’Anteprima Amarone 2007.
Infatti, presi i miei sani appunti di mesta ma tenace degustazione, il giorno dopo, vista una etichetta un po’ “scarna”, vado a vedere su internet se raccatto qualche informazione di questo Righetti che, non me ne voglia, non conosco. Sulla rete trovo il buio, alla fine scovo un www. che riporta una foto di una cancellata (cos'è un fabbro? ma non produceva vino??) con retrospettiva di villa e sovraimpressione di partita iva e…registro delle imprese….informazioni sul suo vino zero ed il marchietto “Classical wine from Verona since 1909 …” non mi dice molto sul contenuto di corvina rondinella e molinara o sul suo metodo di appassimento….(ammesso sia lui il Righetti che cerco) .
Un sito internet che è una foto! Nel duemiladieciundici?
La intera cosa mi suggerisce due punti: prima di tutto sulla bottiglia e poi una cosina per il Consorzio Valpolicella… .
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Punto uno: l’amarone del Righetti.
Questa bottiglia del suo Amarone Classico DOC 2005 arriva in tavola aperta da due ore, temperatura 18°, tutto bene. Un bel colore rosso anche brillante ed un buon naso importante di ciliegia matura è il suo biglietto da visita, il naso percepirà poco dopo un ritorno di legno. In genere profumi tondi e garbati, senza fronzoli (ma anche senza fantasia) appena percettibile la sua nota alcolica che farebbe 15°. Palato tipico che ritorna al naso, bevuta ampia , subito allappante e, dopo, molto persistente di ciliegia, nella persistenza si mantiene sufficientemente gradevole e tondo. Decisamente un vino un po’ spigoloso e non amabile che lo classificherebbe così nella categoria degli “amarone punto e basta”. Grazie Righetti di Marano, andava bene così. ( Sssstttt…prezzo della bottiglia in enoteca, mi hanno confessato, 25 euro circa).
Punto due: l’Amarone ed il suo disciplinare.
Caro Consorzio Valpolicella, continuo anche in questa occasione a dare presuntuosamente consigli non richiesti proprio a te che tutto sai dello scibile amaronista. Quindi insisto, aggiorno e integro i contenuti sui quali, io credo, sarebbe d’uopo la prossima Anteprima Amarone 2007 (28/30 gennaio 2011 a Verona) ponesse gli occhi e….anche qualcosa di più.
Penso i disciplinari di certe “prestigiose denominazioni” debbano cominciare a contenere nuove indicazioni, utili al consumatore ed al mercato. Affermare una supremazia di prodotto e di qualità come vuole fare il mondo dell’Amarone, significa anche affermarsi a livello di innovazione totale verso chi questa “qualità” la deve percepire, le note degustative sono infatti solo un aspetto ed anche il meno frequente fra il pubblico.
Essere “Amarone” deve poter essere qualcosa di più, il suo disciplinare deve andare più a fondo, deve uscire dalla cantina, deve guardare il mondo.
Si potrebbe anche affermare che non si può essere produttori di “Amarone” ovvero parlare al mondo, ovvero parlare così tante lingue (e non solo il dialetto veronese per favore) se l’etichetta non contiene le specifiche di prodotto e di produzione: in italiano ed inglese, tanto per cominciare.
Si potrebbe anche affermare che non si può essere produttori di “Amarone” se non si intesta alla propria azienda uno spazio sul web adeguato a dar conoscenza al mercato ed al mondo di quanto si produce, di come si produce, della quantità di produzione ecc. ecc, insomma del perché questo nettare delle migliori uve veronesi è davvero, perché lo è, una eccellenza del nostro territorio e dell’Italia tutta.
Cominciare a ragionare su questo, caro Consorzio, forse potrebbe dare quel colpo d’ala che manca, eccome se manca. Dire che informare e comunicare sono parti del produrre è il vero salto di qualità, altro che stampare una “A” sulla etichettina carina e medioevolina, ben altre sono le cose che possono ingigantire il mercato.
Caro Consorzio Valpolicella, vuoi ancora con il tuo Amarone conquistare il mondo allora sappi che “Il mondo è simile alle donne: con verecondia e con riserbo da lui non si ottiene nulla” (Giacomo Leopardi)

Pubblicato anche su Terroiramarone.net

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6 commenti:

  1. Da applausi. Condivido tutto.
    Da parte mia un solo, non verificato e al momento non verificabile, commento: non sempre l'assenza dal web di un produttore è indizio di ignoranza abissale delle più elementari norme di comunicazione aziendale & compagnia markettara.
    A volte, più raramente per fortuna, può essere indizio preciso di una nolontà di dare notizia di se'. Facciamo un esempio: un imbottigliatore un po' intruglione. Dici che gli farebbe piacere se qualche curiosone par tuo (o par mio) andasse alla ricerca di info sul suo conto? io dico di no. Chi ha bisogno di lui e dei suoi prodotti sa già dove trovarlo. Al resto del mondo non deve interessare.Circa l'Amarone che ha assaggiato, sei stato fortunato: io non sono mai riuscita a trovarne uno che mi piacesse. Ma si sa, sono di gusti difficili.

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  2. Ma davvero ho detto che mi "è piaciuto"? Diciamo che di fronte a certi assaggi recenti questo era.... amarone, o almeno io penso sia così. Con la confusione che c'è in giro forse tu ecerto non io puoi dire come può/deve essere un amarone.

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  3. Massimo Cattaneo5 gennaio 2011 10:26

    Prendi la corvina, il corvinone, la rondinella e la molinara, non ti devi fare verir voglia di mangiare l'uva ma devi aspettare che appassisce, la schiacci e la metti in una bottiglia con sopra una grossa A.
    Questo è l'amarone fatto a regola d'ARTE.
    Ciao Ste volevo esserti di aiuto (Ha Ha),però adesso aiutami tu per una cosa che mi sfugge: "Possono concorrere i "vitigni a bacca rossa non aromatici, autorizzati e raccomandati per la provincia di Verona", previsti, sino ad un massimo del 15%. Anche Merlot e Cabernet ?

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  4. @Massimo: la molinara è scomparsa dal nuovo disciplinare. Oggi l'Amarone si fa solo con corvina, corvinone, e un po' di rondinella. Chi vuole può ancora infilarci perfino merlot e cabernet (ebbene sì). Ma sono così fuori moda...

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  5. Massimo Cattaneo5 gennaio 2011 20:47

    Stì due sono sempre in mezzo come il giovedì dicono a Padova...saranno quelli che usavano per il Brunello che stanno reciclando in Valpolicella. Grazie Lizzy per le precise informazioni.

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  6. Ancora oggi il sito di Righetti è composto di una sola foto, è una deliberata decisione aziendale. Non so come tu sia riuscito ad assaggiare il loro vino, visto che per quanto mi è dato sapere il 95% della produzione viene venduto all'estero, quindi deve essere andato qualcuno direttamente in azienda a comperarlo ed ha speso 13 euro... ora... un amarone, per 13 euro... se già è bevibile, ti è andata di superlusso. In effetti Righetti fa un prodotto che per rapporto qualità/prezzo ha pochi paragoni, fatti salvi piccolissimi produttori che vendono slo a chi va a far loro visita a prezzi ancora abbordabili (15/18) euro a bottiglia, per il resto si devono lasciare in tasca al produttore minimo 25 euro per salire fino ai 250/300 dei classici Dal Forno e Quintarelli (ma già con Bussola si gira sui 90 a bottiglia)...

    Insomma, si beve decentemente, ad un prezzo abbordabile dai più... poi le varie considerazioni su consorzio ed immagine sono corrette... ma han poco a che vedere con questo particolare produttore...

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