Questo è il wine blog di Stefano Il Nero, un contenitore indipendente, indisponente ed insufficiente di impressioni sul vino
ed il suo mondo.
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lunedì 6 febbraio 2012

RAINOLDI DALLA VALTELLINA : FINALMENTE L'INFERNO.....SUPERIORE DOCG 2007



Valtellina, nebbiolo, Inferno ovvero chiavennasca. La Lombardia delle valli è la più enigmatica ed intrigante, certo per i suoi vitigni ma soprattutto per alcuni assaggi che pochi direbbero, con tutto il rispetto, lombardi. Perchè si sa il palato si fa delle idee, tutte sue, poi si smentisce da solo. L'assaggio che ci raccontiamo ora è cercato ed innanzi tutto ricercato. Sono andato a scomodare la cantina Rainoldi, pregiatissima della Valtellina, l'assaggio è il suo Valtellina Superiore Inferno DOCG 2007.


Per Rainoldi l' anno di fondazione è il 1925, la zona è la provincia di Sondrio, località Chiuro. Oggi Rainoldi compone quasi 200.000 bottiglie ed il suo mondo è in grande evoluzione, prima nuova bottaia ed ora nuova cantina di vinificazione, al centro della propria produzione da sempre il "nebbiolo". L'inferno è una sottozona molto particolare, la più "ripida" della Valtellina ed anche la più piccola. Sottoposta nel periodo estivo a temperature alte, da cui la denominazione "infernale", rappresenta a mio avviso il piccolo fiore all'occhiello della Valtellina vitivinicola, un fiore non sempre facile da cogliere se anche Rainoldi, ad esempio, realizza "inferno" solo se la annata lo permette. L'Inferno del Rainoldi è 100% Chiavennasca (così si chiama qui il Nebbiolo), si fa due anni di vinificazione in botte di rovere ed uno in bottiglia prima di andare sullo scaffale della enoteca,l'assaggio è un 2007, bottiglia L09343. Bel colore rosso rubino con delicati riflessi rosa, il colore è una delle cose più affascinanti di questa produzione; il naso è secco e deciso, evidente fin da subito il legno, la menta, il cuoio, frutta rossa, pieno il lampone, un po' di spezia lontana per una chiusura di gran grazia. 
La beva è mediamente strutturata con il ritorno subito di frutta e solo un breve giro di tannino che passa sul palato a dare la giusta aggressività ad un vino che non si fa tondo ma rimane in vero equilibrio. Piace molto quel suo essere forte ma senza esagerare, deciso ma senza essere invadente. Assaggio molto ...bello. Una bottiglia di ottimo livello, un passaggio da consigliare agli amici, un inferno, questo solo si, davvero da augurarsi.
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2 commenti:

  1. Massimo Cattaneo7 febbraio 2012 09:03

    Bella cantina la conosco per aver assaggiato con molto piacere un loro sfursat. I vini della Valtellina in generale (....Grumello, Sassella, Inferno)li sento molto "alcolici" ma è solo un parere personale. Dentro un crotto tra un piatto di sciat, di pulenta uncia e di pizzoccheri rendono al meglio.

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  2. @Massimo : ad intenditor poche parole...
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    ho assaggiato anche lo sfursat Rainoldi trovandolo un po' grezzo, non sono abituato e/o non lo conosco bene...piano piano ci arriviamo.

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