Questo è il wine blog di Stefano Il Nero, un contenitore indipendente, indisponente ed insufficiente di impressioni sul vino
ed il suo mondo.
Al centro il gusto, la tradizione, il territorio.

lunedì 29 giugno 2009

NAZIONALE ITALIANA DI RUGBY......GRACIAS , THANKS, MERCI....

Passata è la tempesta odo augelli far festa……..”sta di fatto che la nostra Nazionale di Rugby è tornata dal giretto nell’altro emisfero dal tour dei tre test-match, due con l’Australia ed uno con la Nuova Zelanda, e tutti fanno a gara nel sentirsi sollevati.
Ma perché cotanto sollazzo dopo i tre test-match ? Bhe, perché li abbiamo persi con onore tutti e tre. La Nazionale di rugby non vince praticamente mai, al massimo perde con onore e considerando che ultimamente era mancato anche quello ecco motivato il tanto clamore. Spesso giochiamo con Nazionali fra le prime del mondo, come nel caso di questo tour, ed allora viene facile la favoletta dell’onore; sarebbe interessante un bel match Italia-Romania, o con il Giappone, Tonga, Russia, Georgia, Canada, tanto per capire il vero valore: perché se le ochette che starnazzano elogi hanno ragione allora con le Nazionali di cui sopra dovrebbe essere una passeggiatina.
Ma la nostra Nazionale quanto è nostra ? Ne abbiamo già parlato qui in occasione del 6Nazioni e l’argomento è tutt’altro che trito e ritrito ma, in questo momento, di grande attualità.
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Nick Mallet, salvatosi immeritatamente dallo scempio del torneo europeo, ha convocato 30 atleti per rappresentare l’Italia in questa serie di gare: 12 di questi i soliti oriundi (6 argentini, 3 australiani, 1 sudafricano, 1 francese, 1 neozelandese)o comunque tutti naturalizzati in un modo o nell’altro, gli altri 18 italiani davvero. I 45 ticket di prima squadra per i tre test-match sono stati per 21 volte appannaggio dei soliti 12 "naturalizzati", gli unici 3 giocatori che sono entrati tutte e tre le volte fra i primi 15 sono fra i dodici di cui sopra, perché nel 15 di partenza almeno mezza squadra era da ricercare sempre fra i 12 di cui sopra.
Mallett ha però pescato ad ampie mani nel campionato italiano, oriundi si ma “de casa”, visto che solo 9 dei convocati non giocano in Italia e la maggior parte di questi sono pure italiani!
Soprattutto negli sport minori in Italia si celebra la gara all’oriundo o al naturalizzato, è un modo, permesso dalle federazioni internazionali di ogni singola disciplina, di non voler esser per forza secondi a nessuno, a dispetto della tradizione e della penetrazione che lo sport in questione detiene presso il pubblico locale. Il rugby si è giocato anni fa questa partita all’oriundo dimenticandosi però che se i tuoi maggiori atleti non sono tuoi significa che il tuo vivaio praticamente non esiste. Ultimamente la Federazione Italiana Rugby ha imposto un cambio totale del movimento italiano varando e/o auspicando una serie di riforme, alcune molte insulse, che riporteranno di fatto i campionati un po’ indietro negli anni. Il Super10 gioca il prossimo anno il suo ultimo anno e nessuno lo rimpiange e sapete perché? Perché i club che lo hanno popolato hanno sonoramente fallito. Nella ultima finale per lo scudetto giocata a Roma (Benetton Treviso contro Viadana) su 30 giocatori in campo solo 5 erano italiani !!!
Secondo voi Nick Mallett dove li prende i ragazzi italiani se questi non giocano nemmeno nelle maggiori società ?
Il Petrarca Rugby, famoso per il suo ricchissimo vivaio, giocava il Super10 con una dozzina di italiani su oltre trenta giocatori della rosa, pochi provenienti dal vivaio: di questi se ne trovavi nei primi 15 diciamo…4/5 era un mezzo miracolo. E’ vero che il Viadana ha 4 suoi giocatori in Nazionale ma sono tutti stranieri naturalizzati. Volete che guardiamo la rosa del Calvisano? I big di Treviso? .... potremmo andare avanti a lungo con esempi di questo tipo.
Rispondiamo alla domanda allora: ma la nostra Nazionale quanto è nostra ? Totalmente.
E’ il frutto di troppi anni di un torneo falso, strapagato e non figlio del movimento che rappresenta: il Super10. Il nostro livello rugbistico è invece rimasto indietro, da noi hanno giocato centinaia di argentini, mezze calzette australi, troppi campioni neozelandesi di una volta e /o prossimi alla pensione. Ben venga la riforma, si abbassi il livello, se l’unico modo per crescere è ripartire da dove siamo (da dove noi italiani siamo davvero) allora diamoci una mossa e facciamolo.
Forse non è una scusa buona per tenersi in campo dodici oriundi ma Mallett fa il suo mestiere, non bene ma lo fa, non gli possiamo chiedere di stra-perdere con i ragazzi italiani quando con gli oriundi/naturalizzati può perdere con onore…..però rileggendo l’ultima riga: caro Mallett che differenza c’è ???
Ah si…..ho capito la differenza………….stupido io che penso sempre che stiamo davvero parlando di sport e onore !!

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3 commenti:

  1. Angelo Malvezzi30 giugno 2009 09:11

    Beh, letto questo, mi viene voglia di riportare il blog aale sue origini: il Rugby.
    La tournee nel'emisfero australe ci ha portato tre sconfitte, se non erro 13 mete subite a zero.
    Mallet continua a fare esperimenti (forse oggi più ponderati rispetto alla schizzofrenia dell'anno scorso vedi Bergamasco mediano di mischia, genialata!) Ma perdiamo lo stesso e ora siamo al 12° posto del ranking mondiale superati da Samoa.....eppure nulla si dice nel sito della F.I.R. e/o LIRE.
    A sentire le dichiarazioni post partita, si ha la sensazione e qualcosa di più di aver già sentito la litania: siamo orgogliosi, abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo posto le basi per il futuro, SIAMO USCITI A TESTA ALTA!!
    La situazione odierna è figlia della confusione (disinteressata?) e del dilettantismo che regnano nella federazione e, purtroppo, nelle società.
    Il Super 10 langue, ma per entrare nella Celtic Ligue si presentano 5 franchigie per concorrere a 2 posti, ma se c'erano i soldi, 7/8 milioni di Euro, non era meglio rifondare i campionati e dare un'organizzazione professionistica come hanno fatto in Francia?
    Il più alto budget del campionato 2007-2008 era del Calvisano 4,5 milioni quello dello Stade De France 22 e non è arrivato neanche in semifinale di Heineken Cup.....Ma dove vogliamo andare???

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  2. Caro Angelo, ma dove vogliamo andare??? Probabilmente a riscoprire la gioia di accompagnare i ns. figli alle partite di rugby, a mettere i 10 euro a testa per le spese della benzina ed offrire la pizza agli ospiti. A far riscoprire un consumo di birra "responsabile" ai ns. sedicenni (magari questa me la potevo risparmiare, comunque ormai...). A riscoprire l'orgoglio ed il privilegio di indossare una maglia tutta nera che trasuda storia, onore, gloria, sacrifici, sudore e sofferanza ma anche gioia, amicizia, fiducia, fratellanza, partecipazione, cuore e soprattutto conquista. Sì proprio conquista. La conquista di giocare alla domenica per aver fatto bene gli allenamenti durante la settimana (all'epoca mia anche per non aver saltato il catechismo dai gesuiti), per aver dato il massimo sempre e comunque, per essersi impegnati con tutto se stessi. Se proprio dobbiamo ricominciare da principio che almeno serva a qualcosa per le nuove generazioni. Per quel famoso vivaio del quale parlate e che tanto si evoca. Avete mai visto sui giornali di gossip un giocatore di rugby fotografato a Formentare con una velina mezza ignuda? Ecco, credo che se dobbiamo rifondare il ns. rugby si debba partire dai valori e dai principi da insegnare alle nuove generazioni, cancellando dai loro obiettivi miliardi e veline ma insegnando nuovamente a vivere lo sport nella sua massima espressione ed il rugby nella sua intimità. Qualcuno ricorda gli Arlequins (penso si scriva così)? Stimati medici, avvocati, professori che si pagavano pure la maglia pur di poter giocare ed essere lì a combattere contro le miglori squadre§? Forse è un po' un'utopia e forse è un discorso obsoleto e poco coerente. Probabilemnte anche molto lontano dal tema e dalla realtà ma un blog è un blog. Lasciatemi sfogare e soprattutto sognare!!!

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  3. @ANGELO - è un momentaccio per il rugby italiano ed il peggio deve ancora venire purtroppo chi sta in "cima" non ha in testa il rugby quando opera per il rugby. Il mondo del rugby vive di anti-rugby, flasità, bugie, arrivismo sfrenato ingiustificato ecc ecc. Questi signori non hanno capito che nessuno vorrà la brutta copia del calcio e tanto meno la vorranno coloro che già amano il rugby !

    @LUCA - che dire ? anche io credo sia così. Profondamente. Tirati su il morale leggendo il post successivo.

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Prima di scrivere il post ricordate: "Per prima cosa dovete avere ben chiari i fatti; così potrete distorcerli come vi pare." (Mark Twain)