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mercoledì 22 luglio 2009

CELTIC LEAGUE E RITO CELTICO: TANTI DRUIDI MA POCA SERIETA', IL RUGBY PERDE ANCORA.

Qualche giorno per smaltire la "sbornia" da voto FIR ed ecco qui il commento sull’evento rugbistico dell’anno e forse anche qualcosa di più.
Della Celtic League ne abbiamo parlato qui e qui ed il giorno 18 luglio il gran Consiglio della FIR si è riunito per scegliere, fra quattro candidature, le due da proporre all’organizzazione nord-europea e fare entrare il rugby italiano nel paradiso del rugby continentale.
Il risultato lo conoscono ad oggi tutti e così anche le impressioni a caldo quindi riassumiamo per le spicce (ce la faremo …uhmmm). Il Consiglio è stato un trabocchettificio dei più intriganti dove il rugby è stato l’ultimo dei pensieri dei 19 consiglieri più il Presidentissimo Dondi che si sono esibiti nell’esercizio di democrazia più alto : il voto.
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Ogni personaggione FIR aveva a disposizione 2 preferenze (perché due ? Mah!) e un consigliere “avveduto” ha chiesto persino lo scrutinio segreto, qui già si doveva capire che qualcuno non pensava a fare “una cosa seria”, ma così si sono concessi i consiglieri.
I quattro in lizza in sintesi : Viadana con il nome di Aironi del Po, Duchi Nord ovest (che avevano dichiarato poche settimane prima che si ritiravano perché non avevano i soldi ma ce li siamo ritrovati misteriosamente alla votazione finale) Pretorians Roma , la cui squadra è un fascicolo cartaceo di promesse (non esiste di fatto) e la cui copertura economica “forse” sarà data da Enti Pubblici (con i nostri soldi insomma) ovvero Comune di Roma e Regione Lazio ed i soliti cattivoni del Benetton Treviso Rugby a rappresentare la culla del rugby italiano, ovvero il Veneto.
La votazione, sapete, dà esito maramaldesco e passano gli Aironi del Po e i romani; questi ultimi passano “alla romana”, giochetti di lobby, voti incrociati ecc ecc.
La piazza veneta insorge compatta ed unita (checché se ne dica) la Benetton stila un garbato e duro comunicato stampa. Il Dondi comincia a fremere, capisce che il pasticcio che lui ha permesso è grosso e minaccia Roma di ogni male possibile (quella di trasferire il 6 Nazioni altrove è carina ed un po’ ci spero); parte anche il fuoco di sbarramento para-romano “i veneti sono si sono fatti male da soli”. La situazione è ancora di fuoco perché alla fine lo hanno capito tutti : non si può lasciare fuori il Veneto dal rugby che conta, altra cosa che emerge piano piano è che Roma non c’entra niente in questa cosa, la votazione le è stata favorevole ma ……..il rugby cosa c’entra?
Lo scandalo si apre ancora di più, la FIR nel votare le due blasonabili ha anche deliberato due commissioni che ne analizzino il rispetto dei requisiti richiesti per essere ammesse al voto !! Ma allora le selezioni erano votabili o no ? Il tam tam dice alto e forte che Roma non ha i requisiti ma che ora (con la nomina in tasca) potrebbe recuperarli sul mercato, peccato che la Benetton Rugby i requisiti li avesse già il 18 luglio come previsto dalla FIR. A che gioco giochiamo ?? Perché Roma e Duchi nord-Ovest erano votabili se non avevano i requisiti richiesti per esserlo? Perché sono necessarie due commissioni per verificare quanto doveva essere verificato prima del voto del 18 luglio in quanto era oggetto di ammissione allo stesso?
La vicenda si sta evolvendo in queste ore fra giochi e giochetti, la sintesi è che tutti prendono coscienza che buttare fuori il Veneto dal rugby è un suicidio per il rugby.
Parte allora la macchina del doppio triplo gioco e del trabocchetto. In prima fila il Presidente Dondi. I giochi sono tutti aperti. Chi va in Celtic League? Ad oggi si può dire : non si sa.

Non è serio. Niente è serio in questa cosa. Non è serio il metodo di selezione delle candidature, non erano seri i requisiti necessari, non è serio aver fatto tutto senza pensare al rugby e prostrarsi e perdersi invece nel politichese esasperato, non è seria una Federazione sportiva che permette tutto questo, e dico tutto. Perché non è serio ripensarci dopo il voto, non è serio adesso escludere chi ha avuto il voto anche se non è serio come lo ha avuto ma c’è chi glielo ha permesso. Non è serio che il futuro del rugby ora sia in mano agli avvocati perché i suoi Dirigenti sono dei nani totali in fatto di gestione del movimento.
Non è serio che la FIR abbia permesso che ora si scateni una guerra interna al movimento che porta già in queste ore a fratture durissime e situazioni assurde in un ambiente conosciuto per il suo spirito di profonda amicizia e rispetto.
Non è serio che il Veneto, culla del rugby italiano, dove ci sono 41 degli 80 scudetti della massima serie disputati, dove solo quest’anno si sono vinti il massimo scudetto (Treviso) gli scudetti Under 19 e Under 17 (Petrarca Padova) e Under 15 (Valsugana Padova) e dove c’è in assoluto la maggior affluenza di pubblico, vivaio giovanile, tesserati ed appassionati, non sia stata ammessa. Non è serio però non pensare al resto dell’Italia rugbistica: tutta intera !
Non c’è nulla di serio ed ora si può auspicare, per risolvere un pasticcio del genere, solo in una soluzione poco seria, squallida e poco seria; perché solo questo può accadere ora.
Quindi ora andrà così ma dopo bisogna venga fatta una cosa seria: si dimetta il Presidente Dondi e tutto questo Consiglio FIR. Grazie di tutto, anche della squallidissima e coraggiosa soluzione finale che nel frattempo avrete trovato; grazie ma tutti a casa perché il rugby, nonostante voi, è una cosa seria.

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9 commenti:

  1. Viva l'Italia! Suggerisco alle squadre Venete di richiedere "asilo rugbystico" ad altre federazioni, australiana, neozelandese, francese, magari anche del Burkina Faso se esiste e crearne una sede distaccata in Veneto, modello universitario. Poi vediamo questi gnomi del potere sportivo cosa fanno. Al di là di tutto credo sia una cosa triste, molto molto triste, una pagina nera dello sport italiano. Purtroppo tra dieci giorni sarà già dimenticata, come tutto e come al solito.

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  2. Bel post, non c'è che dire. Spero solo si possa ancora rimediare all'oscenità propinataci.

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  3. Giorgio Torino24 luglio 2009 11:32

    Preoccupato. Va a finire che il rugby lo vedremo solo su Sky ma in diretta dall'Australia perchè questi qui in Italia stanno sfasciando tutto. Dimissioni.

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  4. C'è una forzatura sul post e cioè che Benetton rappresenti il veneto, non è vero. Benetton rappresenta solo Treviso, neanche la provincia o la città ma solo la società. Precedentemente alle candidature Petrarca, Venezia e Rovigo, quasi ma non il veneto, hanno tentato di riesumre i gloriosi Dogi ma proprio Treviso ha snobbato l'iniziativa perchè aveva la forza economica di correre da soli. Questi sono fatti noti comparsi anche sul Gazzettino. Il rugby mi ha insegnato che è sufficiente vincere senza stravincere e voler umiliare avversari e alleati. Sono dirigente di una piccola squadra di provincia e non mi appassionano le chiamate alle armi in cui la guerra la fanno i peones, mentre chi agita la bandiera è quello che incassa e non paga pegno. In questa storia non ci sono vittime e carnefici, ha perso solo il rugby (anche se Benetton passava).

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  5. Raffaele, vai sul sito della Benetton e leggi i brani della proposta avanzata da Treviso. Lì c'è nero su bianco l'impegno a coinvolgere il resto della regione una volta ottenuto il posto in Celtic. Dopo attenta lettura parla pure, ma per favore piantiamola con questa menata di Treviso che dice "faso tuto mi". E'falso e ha fatto già anche troppi danni.

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  6. Devo purtroppo contraddire Raffaele, in Celtic League si è proposto chi voleva/poteva farlo, gli altri in verità non volevano. Il testo di cui parla Nicola è l'accordo che avevano trovato le Società venete di vertice.
    Per quanto riguarda gli insegnamenti del rugby chiaro che Raffaele ha stra-ragione ma la FIR non aveva impostato sulla base di questi "valori" la partita per la Celtic League, da troppo tempo non è più il suo stile "fare il rugby" pensando al rugby ed essendo rugby.
    Leggi :
    http://www.stefanoilnero.com/2009/07/tre-volte-tre-il-rugby-non-e-uguale-per.html

    è un esempio banale sulla differenza di stile fra rugby e....bho.

    Un saluto a te

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  7. Grazie Sig. Stefano. Già che ci sono, vorrei segnalare il seguente link (sito FIR): http://www.federugby.it/news.asp?i=66870&s=2
    dal quale riporto testualmente:

    "SE AL VIA SARANNO DUE SQUADRE
    Si tratterà di due Selezioni nazionali (che potranno essere Società, Superclub, Franchigie) che non avranno alcun collegamento con il campionato di vertice di Super 10. Le due Selezioni nazionali iscritte alla Magners Celtic League parteciperanno anche alla Heineken Cup (ERC). Solo nel caso in cui mancassero proposte, ovvero non sussistessero le condizioni, la Federazione valuterà, intanto, di partecipare con due Selezioni federali."

    Ebbene, la storia che Treviso sia stata esclusa perchè non ha fatto una franchigia è, tanto per essere chiari, una balla. Non era un requisito previsto dal Board della Celtic. Ennesima conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il 18 Luglio è stata presa una decisione politica; per fare un dispetto a Treviso la FIR si è tagliata un braccio. Sarebbe ora di farsi coraggio e ammetterlo davanti a tutti gli appassionati italiani.

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  8. Giorgio Torino4 agosto 2009 12:39

    è un grande pasticcio e non c'è una soluzione, speriamo arrivi al Nord almeno il Sei Nazioni ma Treviso, di fronte alla potenza politica di Roma, la vedo spacciata.

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  9. Non c'è dubbio, Giorgio. Secondo me, tra l'altro, il 6 Nazioni resterà ben saldo dov'è. Il Veneto è fuori e ci resta, dato che il CIV e fatto da dondiani che appoggiano questo scandalo. Peccato, peccato... E'bastato sentire da lontano l'odore dei soldi per dare il via a uno delle peggiori sceneggiate italiote degli ultimi anni.

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Prima di scrivere il post ricordate: "Per prima cosa dovete avere ben chiari i fatti; così potrete distorcerli come vi pare." (Mark Twain)