Questo è il wine blog di Stefano Il Nero, un contenitore indipendente, indisponente ed insufficiente di impressioni sul vino
ed il suo mondo.
Al centro il gusto, la tradizione, il territorio.

martedì 7 aprile 2009

PAROLA DI BLOG : JACOPO COSSATER Enoiche Illusioni


Sono le persone l'anima della "rete" (e non il contrario !!) ed è per questo che Stefano il Nero ha chiesto ad alcuni blogger di rispondere ad alcune domande……pronti.....via a PAROLA DI BLOG

Ha festeggiato i 500 assaggi recentemente Jacopo Cossater.
500 bevute, come le chiama lui, che ha fedelmente elencato e commentato con tanto di indice di gradimento sul suo Enoiche Illusioni.
Due anni di curiosità e di passione per un blog che è una piccola enciclopedia fatta di analisi soggettive e di stupore per un mondo, quello del vino, che non ama i blogger quanto i blogger riescono ad amarlo.
Grazie a Jacopo per essersi cimentato nelle prima uscita di PAROLA DI BLOG
per proseguire con questo post clicca su Continua


Iniziamo con la domanda più classica
Perché un blog?
In realtà ho semplicemente iniziato a condividere quello che già facevo da tempo, scrivendo impressioni delle bevute che mi capitavano a tiro. Incredibile: a qualcuno interessava.
Dove si arriva con un blog?
Il blog, soprattutto se personale, è un mezzo che ti rappresenta. Una sorta di Curriculum Vitae costruito giorno dopo giorno. Come mezzo, quindi, ti può portare lontano, ma anche no. Dipende. . I primi mesi poi scrivi ed hai dieci visitatori al giorno e ti chiedi se quello che stai facendo abbia senso o meno. Parlo personalmente, ma è stato interessante, istruttivo ed estremamente stimolante scrivere di vino, anche se poco, quasi tutti i giorni per due anni. Ho imparato tantissimo.
Un vino al giorno (o quasi) questo è Enoiche illusioni ma ….come si fa ?
Un pizzico di curiosità. Tutto qui.
500 assaggi di vino prima domanda “come ti senti?”seriamente … quanto è soggettivo il mondo del vino ?
Naturalmente non è una scienza esatta. Ma non è neanche pura suggestione. E' un equilibrio per ognuno di noi. Con il blog mi sono confrontato con alcune persone, sullo stesso vino, e possono essere emersi giudizi differenti, ma il percorso che ha portato a quella valutazione difficilmente era diverso. A dimostrazione che la soggettività entra in gioco alla fine, e che non si può racchiudere un assaggio in uno schema chiuso.
ti sono piaciuti tutti e 500 o ce ne sono altri 500 di cui hai preferito non scrivere…se sono mille assaggi insisto “come ti senti ??
In realtà il vino mi piace anche quando non mi piace. Riesce a stupirmi, quantomeno. Poi, certo, mi è capitato di non scrivere di alcuni vini per i motivi più disparati, ma sono situazioni dettate da esigenze personali, più che da una sgradevolezza complessiva.
Il vino è sempre una “cosa pulita”?
Sono ottimista: si.
Poi però penso alle centinaia di migliaia di bottiglie della GDO che vengono vendute a due lire…..e divento un po' più pessimista.
Ultimamente ci sono state molte polemiche sul vino “autentico e tradizionale” o “manipolato per la piacevolezza del palato”, dove va il vino?
Vedi, il vino non si può racchiudere in uno schema. Adesso vanno di moda i vini naturali, da uve da agricoltura biologica o biodinamica. A me questo fa paura, pur essendo un grande fan dell'artigianalità, perchè poi la gente comincerà a pensare che quello che ha bevuto fino ad adesso non fosse “vero” quando invece il vino è una delle cose più naturali che abbiamo. L'altro giorno a cena un'amica ha guardato la controetichetta di una bottiglia che avevo ordinato ed ha detto che non andava bene perchè conteneva solfiti. E non aggiungo altro.
Poi, sulla manipolazione, se uno mette il merlot nel sagrantino ed esce con la docg è colpevole di frode. Moda o non moda. Ma questo è un altro discorso.
Il tuo blog è una vera enciclopedia di degustazione, hai scritto che “non si può racchiudere il vino in uno schema sensato” quindi, la tua enciclopedia?
Bello perchè ogni assaggio è differente: il vino è sfuggevole, indefinibile, non si presta a definizioni chiare. Qui entra in gioco la soggettività di cui parlavo prima. Io, qui, oggi, scrivo questo. Ma attenzione, domani potrebbe essere diverso.
Quindi i WS e RP 98/100 ecc ecc cosa sono ? Ci credi? Ma le tue stelline in fondo al tuo post…..
Dare un voto è la sintesi di un giudizio. Sul blog ne abbiamo discusso più di una volta. Può non piacere, e lo capisco, ma è anche un preciso atto di responsabilità che lo scrivente si assume nei confronti del lettore. Poi è naturale che il voto, in sé, da solo, avrebbe poco senso se lasciato nel vuoto e non preceduto dalle spiegazioni e dal percorso che hanno portato a quel giudizio.
Il mondo wine blog sale, scende, pesa sul mercato del vino, non pesa o pesa sul modo di fare vino?
Mah. Inevitabilmente i blog, non solo sul vino hanno riempito uno spazio. Peseranno davvero però quando diventeranno realmente fenomeni su larga scala, in termini di accessi. L'impressione è che il digital divide sia molto più ampio di quello che sembra. E' un bel giochino, per adesso, ma deve ancora crescere.
Quando e/o per quale motivo smetteresti di fare “Enoiche illusioni”?
Appena finisco di divertirmi smetto, lo giuro.


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domenica 5 aprile 2009

SERRO 2005 DOC - L'EGREGIO DEL MOTTOLO

Dodici ettari di viti a sud dei Colli Euganei nel comune di Baone, li ha origine il Serro ovvero il vino che ci siamo serviti in un pranzo con obiettivo degustativo nel quale si è pensato di mettere sotto la lente un territorio che sicuramente sta crescendo: i Colli Euganei.
Il nome del produttore, Il Mottolo appunto, deriva dal nome del ciotolo calcareo tipico della zona ma avremo occasione di parlare di Colli Euganei perchè questo "esperimento degustativo" ha dimostrato che c'è qualcosa di nuovo ed interessante da scoprire fra le verdi colline padovane.
Il Serro 2005 è un uvaggio che segue il Disciplinare di Produzione dei Colli Euganei e con quest'ultimo di guadagna un marchio DOC ben meritato; composizione del nostro 60% Merlot, 25% Cabernet Franc, 15% Cabernet Sauvignon per 13,5 di volume alcolico.
Assaggiato sui 18° brindando a coloro che di gradi se ne stavano subendo molti di più nella definitiva bolgia domenicale del Vinitaly 2009.
Il Serro si presenta con un colore forte e deciso e con immediati profumi intensi e gradevoli di frutta rossa e senzazioni olfattive di un vino tondo dal quale non traspare alcool.
Molto persistente al palato e continuativamente allappante. deciso e tannico, sapori che ritornano nell'assaggio al naso e che dimostrano un buon equilibrio e una soddisfazione olfattiva altisonante che prosegue nella bevuta rendendolo forse molto più piacevole di quanto magari possa essere tecnicamente. Un vino che nasconde dietro la sua struttura una sorta di "distacco", un vino "freddo" al quale manca una confidenza finale per diventarti pieno amico .
Il Serro del 2005 chiude la sua discesa ben sotto la gola con forte ciliegia e gradevoli senzazioni amarognole; un vino che rimane con te a lungo. Egregio.
Un assaggio positivo che ha vinto la tavola meritandosi la unanimità per la presente citazione e soprattutto la promessa che non ci faremo mancare le edizioni successive perchè "qui gatta ci cova", sta nescendo qualcosa di importante, non ce lo vogliamo perdere.

lunedì 30 marzo 2009

VINITALY : LE GUIDE DEI BLOGGER


Il 2 aprile inizia il Vinitaly 2009, andateci che è cosa stupenda ma fatevi guidare da chi sa come lo si frequenta; farlo vi eviterà nausee, giramenti di testa e di scatole. Fatevi guidare or dunque ed affidatevi ai consigli del mondo blog, sono consigli frutto di esperienze di vita vissuta fra un calice e l'altro (hic ??), spesso, ma non sempre, senza lo sponsor appiccicato sulla camicia.
Dal mondo del "nuovo" Dissapore potete ricavare LOST IN VINITALY: UNA GUIDA PER L'USO, Vino24 è anche lui molto tecnico, vi propone VINITALY 2009, INFORMAZIONI UTILI. Simpatica e pragmatica come d'uso e con un piglio deciso Vino Pigro vi consiglia subito di fare bene atttenzione alla regola n ° 1 del Vinitaly : armarsi di pazienza, quindi fatevi guidare con VINITALY 2009 COME ENTRARE (E SOPRATTUTTO COME USCIRE).
Un produttore , Poggioargentiera, vi indica la sua SURVIVING VINITALY L'ENNESIMA GUIDA.
La guida più linkata in assoluto però è di Aristide VINITALY MANUALE DI SOPRAVVIVENZA 4.0 il quale non contento ci ricorda anche le manifestazioni laterali VINNATUR E VINOVINOVINO I SATELLITI NATURALI DI VINITALY .
Buon Vinitaly.


venerdì 27 marzo 2009

VINITALY & RUGBY: IL VENETO E' COSI'

Mettere insieme vino & rugby nel blog è stato una "esigenza di copione", gli accessori della vita di Stefano il Nero sono quelli e di quelli si parla, mai avrei pensato si sarebbero incontrati davvero ed anche spesso.
Lo "scoop" fotografico che trovate qui mi è stato passato da un caro amico e grande blogger: grazie Aristide. Lui di vino si si si ma di palla ovale zero zero zero ed allora "guarda qui il tuo rugby dove è finito!!", così mi ha scritto.
A Verona inizia il 2 aprile, e resiste fino al 6, la rassegna più importante d'Italia del mondo del vino, il Vinitaly.
Le foto che vedete sono gli allestimenti esterni del quartiere fieristico in via di realizzazione in questi giorni.
"Veneto Terre de Champions" è il messaggio che parte dal nordest, ma guardate attentamente quale è l'immagine sportiva che rappresenta la terra veneta? L'omino (ehm ehm) in maglia azzurra che vedete a destra sotto la parola "Champions" è il flanker padovano della Nazionale italiana di rugby Mauro Bergamasco. Mauro gioca anche nel club francese dello Stade Francais Paris, quindi perfetta la citazione in francese, di lui abbiamo parlato a lungo qui.
Il rugby è patrimonio del Veneto come il vino, due specialità difficili che hanno in comune valori importanti, questo allestimento è un modo vero di rappresentare tutto il mondo vinicolo veneto, dalla Valpolicella a Valdobbiadene, da Custoza a Conselve, da Breganze a Conegliano, da Soave a Pramaggiore, da Teolo a Gambellara.
Può essere però, soprattutto adesso, un modo assolutamente inaspettato, per far riflettere il mondo del rugby veneto. In questo momento in cui è così fortemente in discussione il futuro del nostro movimento sportivo fra la Celtic League e la crisi di Lega: C'è bisogno che i veneti del rugby si trovino per una volta uniti: Benetton Tv, Carrera Petrarca Pd, FemiCzRovigo, Casinò Venezia dall'alto del Super10 fino a tutte le altre realtà con Verona Vicenza e Belluno, devono sentire che è il momento di portare in campo i valori del nostro sport. Il Veneto deve essere grande laboratorio delle scelte del domani perchè il Veneto è patria del rugby, questa non è una frase ad effetto care Società sportive venete, è una vostra responsabilità. Se vi manca un punto adatto per incontrarvi bhe lo avete trovato: benvenuto al Vinitaly caro Veneto Terre de Champions.

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giovedì 26 marzo 2009

INFERNO VI COLGA !!! VALTELLINA SUPERIORE DOCG

In questo post avevo citato il mondo di Nino Negri ma l'attenzione, poche righe a fine testo, non era di quelle da far invogliare il lettore ad approfondire, cosa che però era nata nello scribacchino.
Serviva l'occasione ed anche la bottiglia giusta; Nino Negri, la Valtellina, Poggiridenti, l'Adda e il ricordo di una foto di una collina ripidissima con vigneti testardamente arrampicati.
Ci puoi arrivare da Brescia via Iseo e su oppure dal lato lungo, io lo chiamo così il lato del Lario, su fino a Colico da Lecco. Posti incantevoli perchè, per la fortuna dell'eno-associato, dove c'è vino c'è beltade: benvenuti in Valtellina.
Forse il suo nome deriva dalla colorazione grigiastra dell'acino o forse per la maturazione autunnale del frutto, comunque sia di Nebbiolo si sta parlando e non da adesso, dal tredicesimo secolo.
Quando si dice Nebbiolo si dice Piemonte, prima o poi faremo un giro anche li, ma per questa volta saliamo un gradino più "in su" ed arrampichiamoci fino ad una varietà DOCG di questo vitigno : il Valtellina Superiore.
Chiavennasca, questo il nome che prende in Valtellina il Nebbiolo, con una semplice aggiunta , al 5%, di pignola e pinot nero, quindi fino a marzo in acciaio, almeno dodici mesi in rovere e tre mesi in bottiglia, ecco allora che il Nino Negri ci dà l'Inferno ed è .....da rimanere senza fiato.
Abbiamo assaggiato un vino complesso ed equilibrato, un gradevole profumo di fiori iniziale ed un palato leggero e poco tanninico, forse mandorla in fine, nel complesso un vino di spessore, un vino "che ha preso sole" ed anche molto armonioso. Una cosa bella davvero.
Cito ValtellinaSapori che ci segnala che i soli 55 ettari destinati alle uve per il nostro Inferno derivano il nome "dalle temperature molto elevate che d’estate si raggiungono nei piccoli terrazzi siti negli anfratti rocciosi; l’uva viene quindi raccolta in una delle più impervie zone del Valtellina Superiore".
Valtellina Superiore Inferno e bitto, provare per credere.


sabato 21 marzo 2009

SEI NAZIONI "MENO MALE CHE E' FINITA..."


Il Sei Nazioni è terminato, nel peggiore dei modi: Italia 8 Francia 50.
La nostra Nazionale non ha mostrato solo limiti tecnici ma anche fisici e caratteriali, il coach Mallet limiti di altro genere dando la colpa della nuova sconfitta a....tutto, incluso il regolamento di gioco, tranne che a se stesso.
La Federazione Rugby, ed il suo Presidente Dondi, hanno perso due volte, la prima perchè la gestione del movimento è palesemente alla frutta la seconda perchè dichiarando Dondi "Meno male che è finita...." in qualsiasi altro paese d'Europa questa dichiarazione sarebbe equivalsa alle dimissioni, in Italia invece equivale ad un rilancio di se stessi. Un vizio italico questo e forse è per questo che non sfondiamo mai nel rugby, chi sta in cima al cucuzzolo, chi comanda il barchino, non è in fino in fondo legato a certi principi che invece fanno grandi in campo e soprattutto fuori tanti nostri ragazzi rugbisti di provincia.
Stop ai commenti, con queste considerazioni chiudiamo sul Sei Nazioni 2009, parleremo altrove di chi lo ha vinto, l'Irlanda, non solo con merito ma anche con commovente fedeltà al gioco ed alla propria bandiera.
Chiudiamo su questa Nazionale italiana con uno stralcio significativo del pezzo scritto da Elia Pagnoni su Il Giornale: "Alla fine l’ammissione più onesta è quella di capitan Parisse che, dopo essersi indignato per i fischi subiti contro l’Irlanda, è rimasto evidentemente sorpreso per gli applausi che nonostante tutto sono stati regalati dal Flaminio alla nazionale, alla fine di un torneo così nefasto: «È incredibile la pazienza che ha il pubblico con questa squadra». Già, come è incredibile la pazienza che accompagna da sempre quella che sta diventando la nazionale più perdente dello sport italiano. Ma il pubblico del rugby, per fortuna, è molto meglio della sua nazionale. E non perde occasione per dare lezione di civiltà, come all’inizio del secondo tempo quando comincia a gridare «fuori, fuori» all’indirizzo di un tifoso che lancia una bottiglietta in campo verso l’arbitro, additandolo a due steward che lo prelevano immediatamente e lo accompagnano all’uscita. La speranza adesso è che «fuori, fuori» non lo gridi anche il Sei Nazioni all’indirizzo di questa povera Italia."

Una altra lezione di stile dal popolo del rugby a.......tutti.

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PROSSIMAMENTE : "PAROLA DI BLOG"


La rete parla, si esprime, discorre spesso di se stessa, della sua capacità, del suo "peso", ma la rete è solo una impressione, una citazione chic, una combinazione a volte per nulla autorevole.
Dietro ogni blog c'è un blogger, una persona che ha deciso di parlare attraverso lo strumento-rete di una sua passione, ha pensato di scolpire a suon di post le proprie impressioni, o magari c'è un professionista che sta comunicando, o molto altro.
Stiamo parlando di persone, in questa attività chiamate blogger, che seguono il vino o il rugby, perchè di questi accessori si occupa Stefano il Nero e di questi si sta parlando, non di filosofia.
Sono le persone l'anima della "rete" (e non il contrario !!) ed è per questo che Stefano il Nero ha chiesto ad alcuni blogger di rispondere ad alcune domande sul presente e sul futuro del mondo del vino (o del rugby) e sul "magico" influsso che li porta in rete.
Prossimamente la rubrica :"PAROLA DI BLOG".

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martedì 17 marzo 2009

ASTA TOSTA MA VINCE IL VINO ITALIANO


Tremiladuecento euro tre bottiglie !! Non è elegante cominciare così ma mentirei pesantemente se non vi confidassi che quella è stata la mia reazione quando ho sentito quanto si è fatto pagare all'asta un terzetto di La Tache del 1942. La datazione sarà stata anche delle migliori (io non c'erò a quell'epoca che ne so!) ma la cifra è...decisamente importante.
Gelardini & Romani Wine Auction si chiama così la prima case d'asta italiana specializzata in vino. Il nome gira più nei salotti dei grandi collezionisti che nelle etiliche serate di degustazione dei soliti blogger scapestrati ma è un pezzo di mondo che fa del vino, al pari dell'oro, un bene rifugio. Non vi soddisfano i tassi di interesse della vostra banca ?? ma allora rifugiatevi in un Monfortino Conterno 1996 RP 98/100 un paio di magnum a 900 euro o in un Chateau Latour, 2000 WS 100/100, RP 98/100 una bottiglia € 540.
Il vostro consulente finanziario vi aveva consigliato Lehman Brothers ma voi avevate detto no? Godetevi il vostro Chateau Lafluer del 1947 Super Collectibles, WS 100/100, RP 100/100 Drink 1992 - 2032 la bottiglia vale € 1.800. (a proposito, che fine ha fatto quel vostro consulente??).
La notizia, trovata qui, scava nell'ultima esibizione della nota casa d'asta dove sono stati aggiudicate bottiglie per un totale di € 143.000 con incrementi su base d'asta del 47% medio.
La classifica finale, stilata grazie alle aggiudicazioni dei super collezionisti, è di grande soddisfazione e lustro per un noto produttore toscano : la Tenuta dell'Ornellaia.
La Tache del 1942 , Corton Charlemagne del 1995 e Sauternes Yquem 1997 si sono dovuti accomodare nelle file posteriori perchè davanti a tutti ha brillato il Massetto Tenuta dell'Ornellaia del 2001
Il grande estimatore che si è portato a casa le 6 bottiglie ha lasciato un assegno di 3.953 euro, ah però: diritti d'asta inclusi.
Trattasi di bene rifugio, poco da assaggiare e molto di cui discutere quindi andate a cercare fra le quotazioni della Gelardini & Romani ed avrete qualche sopresa. Io l'ho fatto e, con mia grande soddisfazione, ho ritrovato un vino caro ad un amico : Sfursat Nino Negri del 1969 Riserva Numerata. Queste si che sono soddisfazioni!! La quotazione di questo vino della Valtellina ? Euro 55,........embhe ??

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venerdì 13 marzo 2009

IL VINO ANALCOLICO: E ALLORA VAI, STAPPA UN ......


Leggendo post e commenti dello Stefano Bonilli nel suo Paperogiallo mi sono ritrovato una notizia nella notizia. La prima me la dava il papero commentando la apertura del nuovo sito L'Espressofood&wine , giunto quindi al click sulla sezione food della celebre testata trovavo la seconda e qui apriti cielo.
"Arriva il vino senza alcol con la ricetta di Ferran Adrià....."
Non ho il piacere di aver mai bevuto nemmeno una aranciata amara con questo signore, mi perdonerà se non riesco a riconoscere il suo nome dal suo cognome e sono intimidito di fronte al fatto di trovarmi a scrivere di fronte a tanta saggezza enogastronomica, sta di fatto che questo signore si è inventato il vino destrutturato, un vino che raggiunge al massimo 0,5 gradi alcolici.
All'inizio fu "cucina destrutturata" e mentre tutti pensavano Ferran trattasse della nuova interposizione in fase di montaggio della cappa antifumo sopra i fornelli ecco la bomba: separiamo il vino da se stesso.
Il procedimento di produzione è "semplice", si dividono a bassa temperatura aromi, alcol e altri componenti, poi si riassembla il tutto senza alcol in barba all'etilometro che ti aspetta alla prossima curva.
Le gandi case di distribuzione si sarebbero già avventate sul "geniale" prodotto realizzato dalla casa Gruppo Matarromera di Valbuena de Duero, prevedendo un grande successo specialmente fra i giovani che da ora in poi non dovranno più nascondere la bottiglia quando escono barcollanti dalla discoteca.
L'invenzione in questione ha il sapore di Cronache Proibizioniste perchè, inutile negarlo, certe "scoperte" hanno origine nell'atteggiamento censorio di molti radical-chic e di altri incorruttibili, tutti disposti a negare un sorso di chardonnay in cambio della beatificazione da parte del benpensante di turno ed in barba alla reale soluzione di problemi come gli incidenti del sabato sera o la devastante solitudine di molti ragazzi di oggi.
Mia nonna, quando si dimenticava di gettare il sale nell'acqua della pasta, con toscana testardaggine all'assaggio della pietanza diceva che era colpa "del sale che un sala" , dite quel che vi pare la nonna avrebbe ragione anche oggi, anche in questa vicenda è il sale che non fa il suo mestiere, ovvero è il cervello che non gira. Chissà oggi cosa direbbe vedesse il vino che non ubriaca.
"La ricetta di Ferran Adrià può segnare la grande svolta", questa pomposa affermazione la lasciamo alla entusiasta redattrice dell'Espresso, a lei lasciamo questa inversione a U sulla strada della ragionevolezza, noi ci teniamo il vino, così com'è, con sana consapevolezza, facendone il giusto uso e non un goccio in più, noi nelle nostre rubriche parliamo di vino. Quello vero.

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martedì 10 marzo 2009

TANTI AUGURI A ME / 2a parte...IL BRINDISI


Il post precedente, laddove si magnifica il compleanno del qui presente blogger, è stato annunciato ad orologeria. Nessuna rivoluzione per il brindisi, dicevo, quindi tanti auguri e.... un bel cin cin con un Recioto della Valpolicella DOC 2001 Amabile degli Angeli Masi. Un bel cin cin davvero. Grazie Valpolicella (Classica eh !).
Masi Agricola, azienda di proprietà della famiglia Boscaini, ama avvicinare il proprio brand ai valori della tradizione veneta: il nostro Recioto questa sera è riuscito ad accompagnarci in questa breve passeggiata fra i sapori della terra scaligera.
Amabile ma non eccessivo, uvettato con ciliegia e ribes in forte evidenza, profumato intensamente di frutta con leggere note di alcol, il Recioto del Masi si è comportato bene lasciandoci la voglia di dire altre due cose di lui.
Il nostro arriva ai suoi 14 gradi attraversando 12 mesi in botti di rovere, seguono almeno 3 mesi in bottiglia, ma da dove viene cotanta "vitignità" ?
Ecco la ricetta : 70% Corvina, 20% Rondinella, 10% Molinara; un giorno parleremo meglio di questi vitigni, mi interessa molto la Molinara, la uva suà, ma per oggi se volete saperne di più allora andate qui.
Un brindisi fruttato di ampia gradevolezza che mi ha fatto ricordare, con deferente invidia, il recente trasferimento in terra di Valpolicella di un amico blogger e le battaglie di una eno-pigra contro i recioto che sembrano amarone e gli amarone che sembrano recioto (soprattutto). Sane storie da Terroir.
Compleanno volato via insieme alle lingue di gatto la cui immersione nel recioto risulta ancora, enogastronomicamente parlando, una ricetta degna di tanta pubblicità quanta ne pretendono quelli del divorzio Gambero-SlowFood.
"Festa" finita e allora la massima di ogni compleanno, come diceva Rossella O'Hara: " Domani è un altro giorno...".Cheers.

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